Bene. Adesso basta, stop, fermi tutti. Torniamo
alla vita di sempre, quella a cui sono sempre stata abituata, quella normale,
quella della ragazza timida e riservata, quella che fino a poco tempo fa
arrossiva quando si parlava di lei, che ora è cambiata. In meglio.
mercoledì 27 marzo 2013
venerdì 15 marzo 2013
It’s a Guinness one.
Aspettavo questo momento da un po’. Lo avevo
architettato, sapete che io le cose non le faccio quasi mai a caso, anzi
diciamo pure mai ;).
Ho la tendenza ad organizzare un po’ tutto, anche
questo lo ho detto più volte, ma è come se a volte sentissi la necessità di
farlo, per avere o almeno provare ad aver il controllo.
Poi le cose vengono meglio, in alcuni casi è
proprio così.
A volte non si sa come sarà il risultato. Può
essere un successo, come un flop. Non si può prevedere, e a volte le
aspettative non verranno superate o eguagliate. Io comunque come tattica, la
utilizzo spesso e la applico a tante cose. Fidatevi, essere organizzati (non
per forza metodici) porta buone cose, spesso.
giovedì 7 marzo 2013
Almonds flour and yogurt waffles (gluten-free)
Martina C. Presente.
Eccomi di nuovo qui, pronta (più o meno) per
riprendere il ritmo di Me and food. In una settimana sono cambiate molte cose. Avete
presente quando in un periodo breve di tempo succede un evento dietro l’altro e
non ci si rende conto dei minuti che passano?!
Quando ci si sente leggeri, spensierati, felici.
Quando si è stufi di veder solo il nero delle cose. Quando mille progetti
invadono i pensieri, quando inizi ad aver voglia d’estate, di viaggi. Quando
continui a canticchiare la solita canzone. Quando credi in te stessa, perché
sai che le cose tu le puoi fare, lo hai visto con i tuoi occhi.
Avete capito bene quindi. Periodo positivo. Era
passato del tempo, ormai non mi ricordavo nemmeno più cosa volesse dire stare
bene e non pensare, ma vivere (forse anche voi ve ne sarete accorti che il tono
in questo post è completamente cambiato ;)).
Tante porte si sono aperte ed è incredibile. A
volte proprio nel momento meno aspettato le buone notizie si susseguono di
continuo. Proprio in quel momento in cui credevi che le cose potessero andare
meglio, ecco che ti si presentano le occasioni. Addirittura inizialmente sembra
impossibile gestire tutto, proposte e impegni di ‘lavoro’ (sapete di cosa parlo)
:) Però si sa com’è, quando si parte non ci si fermerebbe più. A questo punto
non serve più sapere se sono o meno certezze, già il fatto che si siano
presentate ti rincuora. Poi se diventeranno concrete sarà meglio. Intanto però
ci sono.
Passando alla ricetta, che forse attirerà
maggiormente la vostra attenzione, parliamo di una preparazione molto
interessante. L’ho scelta intenzionalmente, perché era da tanto che volevo
inaugurare questo genere di post. Arriverò subito al sodo. Sapete quanto adori
i dolci, in qualsiasi situazione. Ecco, oggi però (e sarà la prima di una lunga
serie) ho voluto pensare a tutti. O meglio, a molti. Questi bellissimi waffles
sono senza glutine.
E’ un argomento molto delicato, non basterebbe
nominarlo velocemente in un solo post. Infatti a riguardo, purtroppo c’è molta
ignoranza e molte persone non sanno bene di cosa si tratti, e soprattutto non
hanno la minima idea di come agire se si parla di cucina per ‘tutti’.
Per ora mi limito semplicemente a far avvicinare
ognuno di voi a questo tema e sensibilizzarvi. Lo riprenderemo ancora, avremo
tutto il tempo per confrontarci e parlare a proposito.
Iniziamo così da una ricetta facile e composta da
ingredienti reperibili, anzi, che siamo abituati ad utilizzare sempre direi.
Farina di mandorle fatta in casa (oppure acquistata, di una marca nominata nel
Prontuario del Aic, mi raccomando!!), yogurt e una banana matura.
Sono la soluzione per una colazione o un brunch,
tutti insieme. Sono allo stesso tempo un dolce, un po’ rustico (a me quelli
finti non piacciono proprio) che si può accompagnare a sciroppo d’acero, o più
semplicemente miele.
Io, anche se conosco questo mondo da molto e cucino
spesso senza glutine, ho trovato questa ricetta perfetta e di elementare
preparazione. E’ il punto giusto da cui partire per scoprire questa parte della
cucina. Interessante, divertente, attenta.
Io direi che come inizio ci siamo, poi pian piano
evolveremo il discorso.
Perché ricordo, fa bene a tutti, nessuno escluso :)
Waffles
con farina di mandorle e yogurt (senza glutine)
tratta e
leggermente modificata da Roost-A simple life
Ingredienti:
400 g di farina di mandorle *
1 pizzico di sale
½ cucchiaino di lievito per dolci *
1 ½ cucchiai di cannella in polvere
½ cucchiaino di noce moscata in polvere
4 uova
1 ½ cucchiai di miele
120 g di yogurt bianco al naturale
1 banana molto matura, schiacciata con una
forchetta
*ingredienti da verificare nel Prontuario AIC
In una terrina mescolare tutti gli ingredienti
secchi (farina di mandorle, sale, le spezie, il lievito) e dolcificare con il miele. Aggiungere poi le
uova, lo yogurt, mescolando ed infine la banana schiacciata. Incorporare bene
tutti gli ingredienti per ottenere una pastella densa e corposa.
Cuocere i waffles nell’apposita piastra, leggermente
imburrata, ponendo nella cialda un mestolo colmo di impasto e facendolo cuocere
per circa 2 minuti.
Servire con miele, sciroppo d’acero, zucchero a
velo (controllare il Prontuario) a
piacere.
IMPORTANTE: la cottura del dolce varia da piastra a piastra,
il valore della cottura nella ricetta è convenzionale, ma prestate attenzione
al vostro attrezzo!
Note:
-
potete
dolcificare il dolce con miele, come nella preparazione, ma anche sciroppo
d’agave. La quantità è molto personale, nella ricetta il gusto non è eccessivamente
dolce. Io l’ho apprezzato così (tenete in considerazione il ‘condimento’ che
dopo va servito con i waffles) ma si può aumentare la dose.
-
le misure che trovate nel testo sono il
risultato della conversione in grammi da cups. Non è stato facile trasformare
le dosi perfettamente, in realtà però parliamo di un errore di 10 g massimo,
quindi sappiate gestirvi in base alla consistenza dell’impasto.
-
*parlando di dolci senza glutine è essenziale
controllare ed informarsi sui prodotti utilizzati nella preparazione. Per
aiutarvi, vi indico ciò che potrebbe non essere permesso nella dieta priva di
glutine: farina di mandorle (io
l’ho fatta a casa, tritando finemente le mandorle intere, mantenendo una forma
grezza), zucchero a velo e lievito per
dolci. Munitevi di Prontuario AIC, oppure fatevi aiutare da un amica/amico che
hanno esperienza nell’ambito.
lunedì 25 febbraio 2013
Torretta di tonno scottato, arancia, pompelmo ed erba cipollina
Siamo tornati sulla strada
del light da queste parti, s’era già detto no? :)
Ormai ci ho preso gusto,
dico davvero. A parte che si vedono subito i risultati (no no, la panzetta c’è
sempre, se non c’è quella non sono io;)), sto meglio (malanni di stagione
esclusi, ma direi che fanno parte del gioco ;)).
Non sono mai stata in
realtà maniaca della forma, chi mi conosce lo sa, si vede e io sono felice così
(altrimenti, che food blogger sarei, devo godermelo questo piacere della
vita;)).
martedì 12 febbraio 2013
Lemon potatoes donuts
Oh sì! L’avevo detto. Questi giorni sono stati
golosi.
Tanto, troppo.
Per poco tempo ho interrotto la mia strada sana e
leggera (che però riprenderò a breve ;)), ho abbandonato le merende di frutta,
gli yogurt e smoothie vari, per godermi la dolcezza del Carnevale. O meglio, le
dolcezze del Carnevale.
Non ho mai amato particolarmente questa ricorrenza,
da un po’ di anni è diventato elusivamente un modo per riposare qualche giorno.
Quando ero piccola godevo a pieno queste giornate. Tanti dolci, coriandoli, trucchi
e vestitini graziosissimi, sempre diversi. Musica, giochi e risate con gli
amichetti di sempre. Era un periodo dell’anno che aspettavo, che ritenevo
importante.
Poi come tutte le cose, si cambia. Si cresce. Gli
amichetti si perdono di vista. Le feste diventano solo un pretesto per far
baldoria, per ammassarsi, per fare come tutti.
No, grazie, non fa per me ( sto diventando sempre
più orsetto. Cosa devo farci se mi piace la tranquillità e la pace?! ;)).
Solo una cosa, come potete immaginare, ‘salvo’ del
Carnevale. I dolci. Perché sì, quelli sono spaziali. Tra grostoli (noi
chiamiamo così le chiacchere), castagnole e grafons (tipo chiacchere con il
ripieno di marmellata), il colesterolo (e la dieta di prima) vanno a farsi
benedire, completamente. :)
In questi casi io non so proprio resistere. Per
quanto sia tenace e decisa, quando devo stare attenta e evitare qualche sfizio,
davanti al fritto, fatto come dico io, è davvero difficile stare solo a
guardare. Non sono il tipo da abbuffate mostruose, assolutamente. Ma quando è
fatto bene, un piccolo dolcino ce lo faccio stare. Datemi una ciambella e dello
zucchero a velo e sono al settimo cielo. :)
La ricetta di oggi mi frullava in testa da un po’,
dicevo sempre che l’avrei fatta a Carnevale, poi, come spesso succede, non
concretizzavo mai l’idea (devo dire che il fritto, seppur buono, non è sempre
simpatico. Avete presente l’odore sui capelli, vestiti e negli ambienti?! Ecco,
non è che mi faccia impazzire ;)).
Quest’anno però finalmente mi sono decisa.
Frittelle di patate. Proprio loro. Meno laboriose
del previsto, semplici e raffinate allo stesso tempo (hanno un tocco vintage,
sia alla vista che al gusto;) adorabile!). Aromatizzate al limone, zuccherine e
non pesanti (per quanto lo può essere un fritto;)).
Sono povere di base. Patate lesse, zeste di limone,
uova, farina e zucchero. Ho mangiato raramente un dolce così buono e non lo
dico perché sono di parte. Se ci pensate bene, il trucco sta in pochi passaggi.
Materie prime di qualità, un po’ di pazienza e manualità, attenzione alla
frittura ed è fatta.
Inoltre vi dirò, grazie alla nuova scoperta che è
il wok, friggo senza problemi in maniera perfetta e senza odori conseguenti in
cucina. Cosa chiedere di meglio?! ;)
Io ne rubo una, intanto, e vado a godermi il
paesaggio innevato dalla finestra. Sì, è coperto e non c’è il sole. Ma la neve,
cari miei ha un potere tranquillizzante. Da pace, sempre.
[La parentesi delle foto]
Questa volta voglio
spendere due parole sulle foto. Ne vale la pena,a mio avviso. Lo devo dire, ho
voluto prendere spunto dallo stile di Linda Lomelino. Impazzisco per la sua
fotografia rustica e sincera, perfetta. La mia, ovviamente, è mille livelli più
in basso. Ho ancora tanta strada da fare, però c’è anche da dire che i miei
mezzi sono ridotti (aspetto da tenere in considerazione, qui è tutto molto
ruspante;)). Non ho ancora capito bene se sono più ferrata con i toni chiari o
con quelli scuri. Forse so la risposta. Il mio obiettivo però è quello di raggiungere
buoni risultati in entrambi i casi, quindi non demordo.
Io le trovo ben
riuscite. Ragionando sempre nei miei target. Pensandoci riprendono anche un
pochino Katie. Sì ok, sto fantasticando. Direi che mi fermo qui ;) Sogna
ragazza, sogna. ;)
Frittelle di patate al profumo di limone
tratta e modificata da Sale & Pepe, Febbraio
2012
Ingredienti:
450 g di patate
vecchie o bianche
2 uova
100 g di farina +
quella per la lavorazione
50-70 g di zucchero
1 limone non trattato
olio di arachide per
friggere
zucchero a velo
sale
Lavare le patate,
sfregandole bene per togliere la terra, trasferirle in una pentola con acqua
fredda e lessarle per 30-40 minuti dall’inizio dell’ ebollizione o fino a
quando sono cotte. Scolarle e quando sono più tiepide, pelarle, poi
schiacciarle con uno schiacciapatate.
Impastare rapidamente
con la scorza grattugiata di limone, 1 o 2 cucchiaini di succo di limone, la farina,
le uova e lo zucchero.
Lavorare l’impasto
ottenuto con della farina (a seconda della consistenza che la pasta ha
assunto). Formare dei cordoncini lunghi circa 12 cm dello spessore di circa 1,5
cm e unendo le due estremità, fare le ciambelline, uniformando la forma e
accertandosi che siano ben sigillate.
In una padella
antiaderente capiente (meglio wok) far scaldare abbondate olio di arachidi,
quando è pronto, friggerci le ciambelle fino a quando risultano dorate. Scolarle
su carta assorbente o da fritti e servire spolverizzandole di zucchero a velo.
Note:
-
se la pasta, una volta aggiunti tutti gli ingredienti, risulta
eccessivamente morbida e difficile da lavorare aggiungere ulteriore farina,
fino a quando i cordoncini si formano senza problemi e la forma della ciambella
è fissa.
-
In questo dolce, ovviamente, il sapore della patate è presente, deve
essere così. Eventualmente si può zuccherare di più. Ricordate però che va
aggiunto anche lo zucchero a velo. La quantità comunque va a gusti.
sabato 9 febbraio 2013
Orange hake with vegetables (waxed paper wrapping)
Confusa. Così mi sento in questo momento.
Non capisco più cosa succede. Alcuni programmi sono saltati, sono in un vortice di emozioni ed eventi. Non ci sto
più con la testa.
La mia indole ‘teniamo tutto sotto controllo’ ormai è sparita. Perché sono così fusa,
andata, non presente, che non riesco più nemmeno a pensare. Spengo tutto, stop.
Reset, please.
sabato 26 gennaio 2013
Topinambur soup with thyme roasted scallops
Caldo, ho bisogno di caldo. Di tepore.
L’inverno sembra essere arrivato al suo culmine.
Tantissima neve ha coperto il paesaggio e finalmente il sole fa capolino, e la
bellezza delle natura torna a farmi sognare.
Dopo giornate trascorse in casa, sempre
infreddolita e con la crema mani Lush vicina, avvolta in pile, tute da casa
extralarge, con una tazza di tè bollente, una montagna di libri, alla ricerca
della voglia e della motivazione. Che fatica a farsi (ri-)trovare. Eccomi qui.
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