martedì 25 marzo 2014

For the love of burgers ❤



Non sono tipo da junk food.

Dopo alcuni (peraltro pochi ed unici) tentativi a 10 anni da “McTutto” (ricordo che allora andare in città al fast-food era il passatempo domenicale più in voga, sinceramente dalla ancor dubbia utilità e incerto fascino), per lunghi anni ho abbandonato qualsiasi pietanza che si avvicinasse al concetto di cibo spazzatura.




lunedì 10 marzo 2014

Portland (OR).




Immaginavo di mangiare queste quesadillas in un picnic. Sì, uno dei miei leitmotiv “narrativi” preferiti.
Con gli amici, di sempre. Un tavolo basso, preso ad un mercatino vintage di Portland, apparecchiato in un'affascinante e caratteristica (terribilmente strampalata) maniera. Con bicchieri, posate e piatti spaiati, anch'essi di un mercatino dell'antiquariato. I taglieri di legno antichi, una tovaglia di cotone leggermente stropicciata beige e tovaglioli ricamati a mano. Un vaso sbeccato con peonie fresche, al centro. Bianche, rosa pallido e fucsia. Un telo e qualche cuscino sparso dove sedere. Qualche istantanea di una polaroid. Il cestino di vimini con la tracolla di pelle. La birra fredda, doppio malto, belga.
Su un prato verde, ovviamente. Con l'erba un po' alta, incolta.
Non troppo lontano dal faro però. Quasi a picco sul mare dell'Oregon. 


mercoledì 26 febbraio 2014

S'mores (brownies) :)


L'erba umida, l'aroma del legno e dei boschi, il suono del falò, acceso.

Un cerchio di amici, il vestitino di jeans, una coperta a scacchi, i ceppi di albero su cui sedersi.

Il lago, calmo ed immenso.

Note di nostalgia, guardando il cielo stellato. I mitici '60.

Una ghirlanda di fiori di campo tra i capelli.

Una mano, quella mano, vicina.

Il profumo della gioventù.

Di un sorriso incerto, una timida speranza, un impulso del cuore.

Una candela accesa, un diario ingiallito colmo di insensate parole.

E poi l'universo. In un solo respiro.




sabato 15 febbraio 2014

My asian-way cooked salmon (with sojasaucehoneyginger marinade!) :)



Non cucino molto etnico, devo dirlo.



L'ho scoperto tardi, tardissimo. Da buona Heidi-girl ho dovuto aspettare un bel po' per conoscerlo. Sono sempre stata curiosissima, di assaggiare e di sperimentare. Fin da piccola. Per motivi prettamente tecnici e pratici non è stato possibile per tempo e la mia permanenza tra canederli e polenta è stata assai lunga. ;)

Il mio primo jappo (ovviamente composto da solo sushi) a 16 anni, il primo indiano a 17, il primo libanese a 18 , il primo tex-mex (è da considerare etnico?!) a 19. Contando (ovviamente) solamente gli assaggi seri di cucina extra-italiana (e cancellando il cinese a 10 anni, con il quale ho ancora un rapporto difficile, non so perchè!).


giovedì 6 febbraio 2014

About an aussie breakfast ;)

             


Non sono abituata, a godermi la mattina.

A svegliarmi con calma, presto.

Con un'energia strana, diversa. Non tumultuosa, forse positiva. Con un sorriso, leggero. Non smagliante o esagerato.

Apro la finestra, le imposte, sento freddo. Chiudo gli occhi. Respiro. Lo faccio intensamente, profondamente. Sento il peso di ogni inspirazione e la liberazione di ogni espirazione. Lo faccio ancora, ed ancora. Apro gli occhi e vedo la neve. Per un momento, uno solo, sono come vorrei: giovane, selvaggia e libera. Nient'altro. Con la testa altrove, certo. Senza pensieri, per un po'. Percepisco quel pizzico di incoscienza, bramo la leggerezza che ancora manca.

venerdì 31 gennaio 2014

Buchteln in Paris :)



A volte capita di fermarsi.

Di interrompere quel ritmo frenetico, metodico, vincolato e programmato della realtà.

Quello che era scritto, confermato, riservato.

Quello mascherato, un po' ostentato, condiviso.



venerdì 17 gennaio 2014

Chocolate beet cake. Finally.



Il momento giusto. Quello in cui tutto coincide, ha senso, si compie. Quello che aspettavi, da tempo. Che a volte avevi immaginato (non troppo, per non rovinare la sorpresa). Quello che arriva quando non lo pensavi, che ti sorprende. Che ti fa sorridere, capire.