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venerdì 18 gennaio 2013

Depurative smoothie.




Non vedevo l’ora arrivasse questo momento. Fremevo dalla voglia di tornare, a raccontarvi le mie avventure, le mie ricette, a (spero) trasmettervi qualche emozione con i miei scatti.
In questi giorni mi sono resa conto quanto la tecnologia sia diventata parte della mia passione, e non avrei mai detto potesse succedere. Eppure, devo ricredermi. Stare quattro giorni, forse cinque senza un pc funzionante, senza aver la possibilità nemmeno di scaricare le foto, rimaste nella scheda memoria, in un perenne ‘raw’, è stato più difficile del previsto.

sabato 14 luglio 2012

Tante parole e uno smoothie.






Chi mi segue avrà sicuramente capito che la mia passione per il cibo va di pari passo con quella per la fotografia. Quest'ultima effettivamente è più recente, ma non per questo meno forte. Anzi. Ultimamente sto maturando sempre più interesse verso la food photography. A volte metto addirittura la foto al primo posto, poi la ricetta. Io credo che le foto parlino, esprimano emozioni e pensieri. Il cibo viene descritto e rappresentato attraverso una foto, e io cerco di concentrarmi proprio su questo. Non so se vi è mai capitato di passare ore e ore a sfogliare gli album di blogger come Katie Quinn Davies, pensare come riesca a scattare certi momenti, attimi, oggetti. Seguire Helene Dujardine e Aran Doyaga, pensare che questo è ciò che nella vita tu vorresti fare. Capisci che in alcune cose bisogna avere pazienza, tanta pazienza. Che sei giovane, e che c’è tempo. Che tutti non sono nati fenomeni, ma che si impara pian piano. Con perseveranza e convinzione, i risultati si possono ottenere. Che quel mal di schiena causato dalla posizione poco salutare assunta per scattare la foto dall’alto, è servita a qualcosa. Che le ginocchia doloranti a forza di alzarsi, inginocchiarsi e poi rialzarsi ti hanno fatto capire come funziona. Che acquistare miriade di piattini, bicchieri, posate e andare alla pazza ricerca di oggetti vintage è necessaria per creare sempre nuovi set. Che dopotutto le tue foto non sono poi così male, ovviamente che puoi fare di meglio, ma che dovrai aspettare, perché nulla viene senza fatica, sudore e sconfitte. Che forse a volte ci si deve anche accontentare, provare e capire che non sempre va come vorresti tu. L’importante è avere passione, e se c’è quella, prima o poi qualcosa succederà. Sapere che tutti sono partiti dal basso, e poi, se era scritto nel loro destino, sono arrivati più in alto. Che comunque arriverà il tuo momento, che  il libro Plate to Pixel lo devi acquistare assolutamente, che ti mancano ancora le cannucce a righe rosse e bianche. Che forse un trepiede ti servirebbe proprio, e che presto devi organizzarti uno studio fotografico casalingo. Che forse a volte sei troppo ambiziosa e pretenziosa, che nella vita bisogna apprezzare le cose semplici e fatte con il cuore. Che parli troppo, che forse dovresti essere più ermetica. Lasciare casa tua e partire, senza pensare a quello che gli altri vogliono da te. Frequentare un corso, uno di quelli veri, in inglese. Mettere da parte del denaro per viaggiare, comprare un obiettivo nuovo. Avere gli occhi stanchi, stufi di stare davanti allo schermo del pc, fissi ad aspettare che venga l’illuminazione. Sperare che il brutto tempo passi in fretta, che altrimenti come fai a fare le foto, che ti devi organizzare in qualunque caso, che devi farcela, che puoi farcela. Che non puoi ossessionare te e gli altri per la luce, perché ti tengano l’ombrellone che filtri l’eccessiva luminosità dei raggi del sole, che ti aspettino prima di consumare il proprio pasto perché devi fotografarlo. E’ ora di arrangiarsi, prendersi le proprie responsabilità, capire qual è il tuo stile. Testare, sbagliare, indovinare, fa tutto parte del gioco. Capire che forse il telo bianco lo potevi mettere prima, che non ci voleva molto. Che hai una famiglia meravigliosa, anche se lo sapevi già. Che tuo padre ha perso tempo nel prepararti le assi di legna come le vuoi tu, che lo fa perché ci tiene a te, perché crede in te. Che la zia ti regala i cucchiaini che usano le più famose food blogger del mondo, che ti vuole supportare, che ti dice che è fiera di te. Questo è quello che voglio, ciò che mi rende felice, combattiva, forte e decisa. Ciò che mi renderà una persona matura, pronta alla vita, quella vera. 


 
 A differenza di altre volte, non descriverò la ricetta nei minimi dettagli. Vi dico solo che è uno smoothie, di quelli energetici e dolci, che ti soddisfano in questi pomeriggi uggiosi e piovosi, almeno qui da me. Kiwi, banana e succo di mela, l’immancabile ghiaccio, sempre pronto nel mini-freezer di casa.

Voglio che siano le foto a parlare, a lasciare a bocca aperta oppure a lasciare indifferenti. Sono loro le vere protagoniste della mia avventura. Desidero che esse diventino tali. 

 Buon week end a tutti, a presto.









Smoothie kiwi-banana-succo di mela

ingredienti:

per un bicchiere alto e grande, o per più bicchieri se piccoli

½ banana
2 kiwi (un po’ maturi)
10 cl di succo di mela
qualche cubetto di ghiaccio

Sbucciare la banana e i kiwi, tagliarli a pezzetti e metterli nel bicchiere del frullatore. Aggiungere il ghiaccio e il succo. Frullare tutto per bene. Versare in un bicchiere e servire subito.


venerdì 6 luglio 2012

Smoothie pesca, fragole e yogurt greco




Adoro gli smoothies. Li adoro perché sono freschi, ricchi di frutta o anche verdura, sani e buoni. Si contraddistinguono dai frullati o dai milk-shake perché non vengono fatti con l’aggiunta del latte, sebbene in alcuni casi (il mio per esempio) si utilizzano dei latticini. Sono colorati e allegri: quello che ci vuole per una merenda pomeridiana oppure per una sostanziosa colazione. Ci si può sbizzarrire usando tanti ingredienti diversi, miscelarli insieme e inventarne innovative versioni. Semplici e veloci. L’occorrente? Un frullatore, bicchieroni alti, cannucce variopinte, qualche erbetta fresca e il gioco è fatto. L’unico accorgimento è quello di avere sempre in casa cubetti di ghiaccio, che fanno in modo che lo smoothie diventi spumoso e inoltre facilitano la bevanda ad amalgamarsi per bene.
Degli smoothie la cosa che apprezzo in assoluto è sicuramente la loro genuinità. Infatti credo che poter realizzare delle bevande in casa con ingredienti che conosciamo sia la cosa più bella. Inoltre il fatto che siano una preparazione casalinga rendono il tutto più speciale.
Sono sicuramente molto leggeri, pieni di vitamine e divertenti.  Io consiglio di non aggiungere alcun tipo di dolcificante. La differenza nello smoothie è proprio questa. Se però lo preferite dolce utilizzate poco zucchero, o ancor meglio, dello sciroppo d’agave.  Non posso affermare che è un’eresia, sicuramente però andrete a modificare i principi nutritivi di questo mini-pasto.

Lo smoothie di oggi è carinissimo. Gli ingredienti sono semplici in realtà, ma secondo me abbinati assieme lo rendono anche un po’ particolare. Le pesche danno dolcezza, le fragole inaspriscono un po’ il tutto, lo yogurt greco da consistenza e la menta rinfresca.  E' proprio ques’ultima a dare un tocco in più. Per una versione ancor più diversa si può sostituire con la verbena fresca, che però nel mio caso non è facilmente reperibile.
La ricetta è tratta dal libro Smoothies della splendida collana  di Guido Tomasi Editore. Per iniziare ad avvicinarsi a queste delizie è certamente utilissimo.

Enjoy Summer Smoothies!







P.S. Questo non centra nulla: sono soddisfatta delle foto=) voi che dite, come sono? =)




Ingredienti: (tratta dal libro Smoothies, Estérelle Payany, Guido Tomasi Editore)

per 2 bicchieri alti e capienti

2 pesche gialle mature
250 g di fragole
1 rametto di menta
1 vasetto di yogurt greco ( io quello da 170 g)
8 cubbetti di ghiaccio

Tagliare in due, togliere l’osso, sbucciare le pesche. Tagliarle a pezzettini. Lavare velocemente le fragole e eliminare il picciolo, tagliarle poi a metà. Sciacquare e asciugare la menta, poi sfogliatela. Versare i cubetti di ghiaccio nel bicchiere del frullatore. Aggiungere la frutta e la menta e iniziare a frullare un po’. Versare poi lo yogurt greco e riprendete a frullare finchè gli ingredienti non si saranno amalgamati per bene. Nella ricetta consigliano di aggiungere 50 ml di acqua o altro ghiaccio se il liquido fosse risultato troppo denso, ma nel mio caso non è stato necessario. Era spumoso al punto giusto. 
Versare infine in bicchieri molto alti e grandi, decorate con altra menta e servite.