sabato 14 luglio 2012

Tante parole e uno smoothie.






Chi mi segue avrà sicuramente capito che la mia passione per il cibo va di pari passo con quella per la fotografia. Quest'ultima effettivamente è più recente, ma non per questo meno forte. Anzi. Ultimamente sto maturando sempre più interesse verso la food photography. A volte metto addirittura la foto al primo posto, poi la ricetta. Io credo che le foto parlino, esprimano emozioni e pensieri. Il cibo viene descritto e rappresentato attraverso una foto, e io cerco di concentrarmi proprio su questo. Non so se vi è mai capitato di passare ore e ore a sfogliare gli album di blogger come Katie Quinn Davies, pensare come riesca a scattare certi momenti, attimi, oggetti. Seguire Helene Dujardine e Aran Doyaga, pensare che questo è ciò che nella vita tu vorresti fare. Capisci che in alcune cose bisogna avere pazienza, tanta pazienza. Che sei giovane, e che c’è tempo. Che tutti non sono nati fenomeni, ma che si impara pian piano. Con perseveranza e convinzione, i risultati si possono ottenere. Che quel mal di schiena causato dalla posizione poco salutare assunta per scattare la foto dall’alto, è servita a qualcosa. Che le ginocchia doloranti a forza di alzarsi, inginocchiarsi e poi rialzarsi ti hanno fatto capire come funziona. Che acquistare miriade di piattini, bicchieri, posate e andare alla pazza ricerca di oggetti vintage è necessaria per creare sempre nuovi set. Che dopotutto le tue foto non sono poi così male, ovviamente che puoi fare di meglio, ma che dovrai aspettare, perché nulla viene senza fatica, sudore e sconfitte. Che forse a volte ci si deve anche accontentare, provare e capire che non sempre va come vorresti tu. L’importante è avere passione, e se c’è quella, prima o poi qualcosa succederà. Sapere che tutti sono partiti dal basso, e poi, se era scritto nel loro destino, sono arrivati più in alto. Che comunque arriverà il tuo momento, che  il libro Plate to Pixel lo devi acquistare assolutamente, che ti mancano ancora le cannucce a righe rosse e bianche. Che forse un trepiede ti servirebbe proprio, e che presto devi organizzarti uno studio fotografico casalingo. Che forse a volte sei troppo ambiziosa e pretenziosa, che nella vita bisogna apprezzare le cose semplici e fatte con il cuore. Che parli troppo, che forse dovresti essere più ermetica. Lasciare casa tua e partire, senza pensare a quello che gli altri vogliono da te. Frequentare un corso, uno di quelli veri, in inglese. Mettere da parte del denaro per viaggiare, comprare un obiettivo nuovo. Avere gli occhi stanchi, stufi di stare davanti allo schermo del pc, fissi ad aspettare che venga l’illuminazione. Sperare che il brutto tempo passi in fretta, che altrimenti come fai a fare le foto, che ti devi organizzare in qualunque caso, che devi farcela, che puoi farcela. Che non puoi ossessionare te e gli altri per la luce, perché ti tengano l’ombrellone che filtri l’eccessiva luminosità dei raggi del sole, che ti aspettino prima di consumare il proprio pasto perché devi fotografarlo. E’ ora di arrangiarsi, prendersi le proprie responsabilità, capire qual è il tuo stile. Testare, sbagliare, indovinare, fa tutto parte del gioco. Capire che forse il telo bianco lo potevi mettere prima, che non ci voleva molto. Che hai una famiglia meravigliosa, anche se lo sapevi già. Che tuo padre ha perso tempo nel prepararti le assi di legna come le vuoi tu, che lo fa perché ci tiene a te, perché crede in te. Che la zia ti regala i cucchiaini che usano le più famose food blogger del mondo, che ti vuole supportare, che ti dice che è fiera di te. Questo è quello che voglio, ciò che mi rende felice, combattiva, forte e decisa. Ciò che mi renderà una persona matura, pronta alla vita, quella vera. 


 
 A differenza di altre volte, non descriverò la ricetta nei minimi dettagli. Vi dico solo che è uno smoothie, di quelli energetici e dolci, che ti soddisfano in questi pomeriggi uggiosi e piovosi, almeno qui da me. Kiwi, banana e succo di mela, l’immancabile ghiaccio, sempre pronto nel mini-freezer di casa.

Voglio che siano le foto a parlare, a lasciare a bocca aperta oppure a lasciare indifferenti. Sono loro le vere protagoniste della mia avventura. Desidero che esse diventino tali. 

 Buon week end a tutti, a presto.









Smoothie kiwi-banana-succo di mela

ingredienti:

per un bicchiere alto e grande, o per più bicchieri se piccoli

½ banana
2 kiwi (un po’ maturi)
10 cl di succo di mela
qualche cubetto di ghiaccio

Sbucciare la banana e i kiwi, tagliarli a pezzetti e metterli nel bicchiere del frullatore. Aggiungere il ghiaccio e il succo. Frullare tutto per bene. Versare in un bicchiere e servire subito.


venerdì 13 luglio 2012

Spaghetti di kamut con pomodorini e finocchietto selvatico





Con mio grande stupore ho notato che ho pubblicato pochissimi primi, anzi uno solo per dire la verità. Anomalo. Io adoro i primi, la pasta in particolare. Con mia madre quando ero piccola facevamo sempre un giochino. Consisteva nello stilare una lista nella quale bisognava dire per ordine di importanza, senza cosa non si sarebbe riusciti a vivere, parlando di cibo. Per entrambe in cima alla classifica c’era la pasta, assieme alla pizza. Eh sì, perché senza pasta non c’è vita, dicevamo io e mia madre. E’ uno di quei piatti che tira su il morale, che ci sta sempre, in ogni occasione. E’ un piatto semplice, genuino, che non delude mai. Con gli amici ci si fa “do spaghi”, quando il tempo è poco e gli ingredienti a disposizione pure, ma c’ è sincerità. Ecco, la pasta è un piatto sincero. Senza fronzoli o esagerazione, è buona perché è vera. Non necessita di particolari condimenti, è proprio la basicità degli ingredienti che rende una pasta sublime. Questo l’ho testato con il tempo. Ho capito meglio che valore abbia questa pietanza, come sia necessaria in un certo senso.

Lasciando stare la mia parentesi (sì è vero, a volte mi lascio trasportare dalle emozioni che il cibo suscita) questi spaghetti sono la semplicità in persona. Una di quelle paste salva-serata, che si prepara in pochi minuti e che richiede ingredienti solitamente presenti nelle dispense delle case italiane. Un classico spaghetto con pomodorini, con l’aggiunta però di qualche ingrediente, lineare e comune, che rende la pasta gustosa e saporita, diversa dal solito. Un po’ di peperoncino fresco che da grinta, prezzemolo e a completare, dando carattere al piatto, il finocchietto selvatico. Potrebbe sembrare ridicolo, ma invece il vero profumo del piatto in questo caso è dato proprio da quest’erbetta, dal gusto deciso e selvaggio. Cambia davvero il risultato, ma non copre assolutamente gli altri sapori. Ero solita usarla nei secondi, in particolare con il pesce; poi però ho scoperto come possa in realtà abbinarsi a tanti altri gusti. Io ho usato spaghetti di farina di kamut, ormai molto diffusa e comune, più digeribile e secondo me più buona. Mi piace alternare diversi tipi di pasta: integrale, farro, kamut, mais e normale. Fa bene a noi ma è anche divertente.
Allora che dite, invitiamo gli amici per una bella spaghettata in compagnia stasera? Io quasi quasi sì!

 


Spaghetti di kamut con pomodorini e finocchietto selvatico


Ingredienti:

per 4 persone

600 g di pomodorini ciliegino
320 g di spaghetti di farina di kamut
1 cipollotto
1 ciuffetto diprezzemolo
1 ciuffetto di finocchietto selvatico
1 peperoncino fresco
olio evo
sale


Lavare i pomodorini, tagliarli  in quattro pezzetti , togliere i semi e la parte interna. Tritare il prezzemolo finemente e tagliare il peperoncino privato di semi a pezzettini piccoli. Tagliare a rondelle il cipollotto e metterlo a rosolare in una casseruola con una chiazza d’olio. Aggiungere poi il peperoncino, il prezzemolo e i pomodorini. Aggiustare di sale. Nel frattempo lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata. Tritare il finocchietto ed aggiungerlo ai pomodorini quando la cottura della pasta è quasi ultimata. Scolare la pasta e saltarla nel sughetto, impiattare e a piacere decorare con ancora qualche foglia di finocchietto.

giovedì 12 luglio 2012

Insalata con anguria, spinacino e crostini al basilico




Come promesso, eccomi con una ricettina adatta all’estate, al caldo, che sta rovinando le giornate di molti italiani. Con gli shortbreads vi ho riempito per bene il pancino, adesso è ora di coccolarvi con qualcosa di leggero, che possa idratare chiunque stia soffrendo per le temperature esagerate. Qui il tempo è sempre poco stabile, sole vento pioggia si alternano e sebbene il termometro segna sempre valori abbastanza bassi, anch’ io oggi volevo rinfrescarmi un po’ e ho scelto una bella insalata estiva, che non stufa mai. In estate infatti non c’è niente di meglio di un pasto veloce, light e vario come possono essere le nostre insalate. E’ divertente crearne sempre di nuove, variare condimenti con diverse vinagrette, unire frutta e verdura insieme, aggiungere altri ingredienti per renderla completa e ricca, un piatto unico. Non è da molto tempo che uso la frutta con la verdura, ma stanno davvero bene, dolce e salato insieme, hanno un equilibrio perfetto. Qualche erbetta fresca ed il gioco è fatto.

In questa versione ho deciso di usare davvero pochi ingredienti, che formano un piatto completamente vegetariano, ma che non toglie l’importanza del gusto, che ci vuole sempre, anche se la voglia di mangiare scompare. Con colori sgargianti e forti, un filo d’olio e via, pronti a gustarla boccone per boccone. Allegra, fa sentire bene e in forma solo alla vista.
Anguria, spinacino, pomodori e crostini di pane. Una signor insalata: contiene frutta, verdura, carboidrati. E’ realmente un pasto completo. L’anguria e lo spinacino danno freschezza, i pomodori che non possono mai mancare in un insalata e i crostini di pane, profumati al basilico. Io ho deciso di aggiungere ulteriormente qualche foglia di basilico che aromatizza il tutto, con gli altri ingredienti poi sta benissimo. Mi raccomando, cercate un’anguria dolcissima, che contrasta il salato del resto. E' anche molto salutare, il condimento è praticamente assente. Solo poco olio e un pizzico di sale per completare. Facile e veloce, quello che ci vuole proprio per queste giornate estive.



 

Insalata con anguria, spinacino e crostini al basilico


 
Ingredienti:

per 4 persone

250 g di polpa d’anguria
250 g di pomodori ramati
2 pugni abbondanti di insalata spinacino
8 fette di pane bianco (io ciabatta)
foglie di basilico
olio evo
sale

Insaporire le fette di pane strofinando direttamente sulla mollica le foglie di basilico, poi grigliarle su una bistecchiera o in un tostapane. Con uno scavino ricavare dall’anguria delle sfere e riunirle in un insalatiera con i pomodori tagliati a spicchietti e il spinacino, precedentemente lavato e strizzato. Condite l’insalata con un filo d’olio, un pizzico di sale. Tagliare a cubetti i crostini e aggiungerli all’insalata. Potete a piacere aggiungere altre folgioline di basilico. Servite e mangiate subito, altrimenti la verdura si appassirà.


mercoledì 11 luglio 2012

Shortbreads alla lavanda




E’ vero, è caldo, in molte parti d’Italia non si riesce a respirare e a dormire la notte. In parte posso provare a capire, non riuscirei sicuramente a sopravvivere in presenza di alcune temperature folli. Nelle mie zone il tempo è variabile questi giorni. Quando esce il sole è caldo, pure qui, ma se invece piove oppure è coperto l’aria è fresca, pungente. La sera bisogna coprirsi, il vento è freddo e fa rabbrividire. Effettivamente dovrei proporvi una pasta, un insalatina fresca… ma fidatevi, prometto che presto proporrò anche questi piatti, sicuramente estivi. Avevo però voglia di dolcezza, un po’ di zucchero e burro, che addolciscono queste giornate un po’ incerte. Era da un po’ di tempo che volevo provare ad utilizzare la lavanda in cucina. E’ uno dei miei fiori preferiti e quando ho scoperto che la si poteva usare anche in ambito culinario, ho subito iniziato la ricerca di una ricetta. In realtà la lavanda sta bene in molti piatti. Marmellate, creme, dolci in generale. Si può però utilizzare anche con sapori salati, nelle insalate per esempio. Io la coltivo nell’orto di casa. Ok, so che sembra assurdo, eppure questa pianta riesce a crescere anche a 1400 m di altezza in estate. Folta, con quel suo colore viola forte, dal profumo incantato. Mi ricorda la Pronvenza, le case shabby-country, l’estate. 





Questa è una ricetta che unisce due cose che amo molto: la lavanda appunto, e gli shortbreads. Avete presente quei biscotti burrosi, fragranti, di origine inglese?! Certo che sì. Dal retrogusto un po’ salato, sono tra i tipi di biscotti che preferisco. Per un tè pomeridiano, sono un must. Questa versione molto francese è elegante, raffinata e ovviamente profumatissima. All’inizio, devo essere sincera, credevo che l’aggiunta di questo fiore ai biscotti avesse dato troppo aroma, e che alla fine sarebbero diventati stucchevoli e immangiabili. Invece, usati nella giusta dose, danno un tocco di classe e di profumo agli shortbreads, rendendoli delicati. Questa volta ho usato la lavanda che ho acquistato nel negozio del mio fruttivendolo. A questo punto direte: ma che è scema? con quei mega cespugli che si ritrova va pure a comprarsela?! Anvedi questa…!  In effetti non avete torto. Essendo però il mio primo utilizzo e volendo fare le cose per benino, ho pensato di andare sul sicuro. Sul retro della confezione della lavanda, peraltro siciliana, c’era scritto chiaramente che se ne poteva fare uso in cucina e anzi, davano anche consigli su come usarla. Così ho deciso di optare per questa, che non mi avrebbe sicuramente deluso. Ed è stato proprio così. Sono davvero soddisfatta di questi biscotti, che in parte ho regalato come si vede in foto in simpatici vasetti ermetici. Un pensiero carino, dolce e speciale per le persone a noi care. Se conservati a dovere si mantengono anche per una settimana (anche se è probabile finiscano molto, molto prima!=)).  E’ davvero la ricetta perfetta per chi, come me, è alle prime armi con questo meraviglioso fiore. Facilissimo da preparare ma che rende molto e fa bella figura. Io vado alla ricerca di altre ricettine lavandose, e voi, che dite?! Provate per credere=)



 
Shortbreads alla lavanda

 
Ingredienti:

per circa 20 biscotti

2 cucchiai di fiori di lavanda non trattati (bio)
60 g di zucchero a velo
150 g di burro morbido
200 g di farina ,setacciata
un pizzico di sale


Lavorare il burro a crema con lo zucchero finchè si avrà una consistenza morbida. Incorporare poi la farina, il sale e i fiori di lavanda. Impastare bene a mano fino ad ottenere una pasta ben elastica.
Infarinare un piano di lavoro e stendere l’impasto con uno spessore di circa 5 mm. Ricavare con una forma da biscotto a piacere gli shortbreads e porli su una placca da forno rivestita di carta oleata. Se avete tempo, io lo consiglio, fate riposare i biscotti al fresco per un ora, anche in frigorifero. Riscaldare il forno a 180° e infornare per circa 15 minuti, stando attenti alla cottura. Lasciar raffreddare i dolcetti su una gratella per dolci.

Come dicevo prima, potete conservare i biscotti in vasetti o contenitori ermetici per una settimana.





 Ecco la lavanda del mio orticello...
 






martedì 10 luglio 2012

Un petit déjeuner parfait ...




Penso di averlo già detto, adoro il giardino. In estate cerco di sfruttarlo al massimo. Pranzo, cena, merenda e talvolta anche colazione. Sì, perché non c’è niente di più rilassante di un buon inizio giornata con un caffè nel prato, l’aria ancora fresca e le montagne imponenti che ti danno il buon giorno. Spesso ancora in pigiama, con gli occhi assonati e socchiusi, la luce del sole già forte preparo il necessario per una buona e ricca prima colazione. Metto tutto su un vassoio e mi dirigo nel verde giardino di casa mia. Caffè, succo, pane tostato, marmellate di vario tipo, frutta fresca e l’immancabile yogurt di malga. E’ un’abitudine che ho sviluppato con il tempo, ma che continuo ad apprezzare sempre più. L’aria da energia e carica, e guardarsi attorno è una meraviglia. Credo che infatti tutti sarebbero entusiasti di svegliarsi, aprire la finestra, andare sul balcone e trovarsi davanti le Dolomiti. Per questo io mi reputo, e lo ripeto sempre, molto fortunata. Questa però è una pratica che si può fare ovunque, e che io consiglio vivamente. Non importa se si vive in campagna o in riva al mare, penso sia eccezionale trovare il tempo di staccare e fare qualcosa di diverso, quando possibile (la domenica, magari).
E’ davvero sano per mente e corpo e da davvero la giusta svolta alla giornata. Insieme alla famiglia, agli amici di sempre è un momento da condividere, in allegria e spensieratezza. Il pasto più importante della giornata, necessario per il resto delle ore, deve secondo me essere un momento piacevole e bisogna impegnarsi a renderlo tale.


Come dicevo prima quasi tutte le mattine, mangio sempre un po’ di yogurt fresco con frutta tagliata a pezzettini, oppure con muesli. Ultimamente non riesco davvero a farne a meno. Volevo però sostituire questo latticino con qualcos’altro, poi mi è venuto in mente un prodotto. Il quark, lo conoscete? In effetti esso non è propriamente italiano, infatti è un tipo di formaggio fresco tipico della Germania e dell' Austria, e di conseguenza usato anche qui da me. In realtà sono molte le preparazioni, per esempio ci si può fare anche il cheesecake. Viene spesso utilizzato come sostituto dello yogurt, ha però essendo un formaggio più consistenza. Io ho pensato di arricchirlo con muesli ai frutti rossi e lamponi al miele, gusti semplici ma un po’ più ricercati. Se eventualmente non trovate questo tipo di latticino, potete sostituirlo con un altro formaggio fresco, possibilmente non salato. Una preparazione perfetta per una colazione ricca e completa e perché no anche per un brunch. Si può ovviamente variare il condimento, questo però credo sia una versione perfetta per un inizio giornata grintoso e diverso. 



 
 Formaggio fresco con muesli e lamponi caldi al miele

 
Ingredienti:

per 4 persone

4 cucchiai di miele liquido ( io d’ acacia)
200 g di lamponi freschi
500 g di formaggio bianco ( quark, oppure sostituto)
150 g di muesli ai frutti rossi


In un pentolino portare ad ebollizione il miele ed aggiungere i lamponi freschi. Cuocerli per 2 minuti a fuoco abbastanza vivo, mescolando, senza che si appassiscano troppo. Lasciarli poi raffreddare. Mescolare il formaggio bianco con i muesli in una terrina. Aggiungere metà dello sciroppo di cottura dei lamponi. Dividere il formaggio con i muesli nelle ciotoline.
Al momento di servire, riscaldate leggermente il resto dei lamponi e poi versateli nelle ciotoline.

Mangiate subito, altrimenti i muesli diventeranno mollicci e il dolce si rovinerà.









lunedì 9 luglio 2012

Quando la leggerezza incontra il gusto...




Quando ero in Costa Azzurra andavo ogni mattina al mercato. Adoro andare ad acquistare verdure e prodotti freschi e locali quando posso, mi danno una sensazione di genuino. La verdura e la frutta poste nei banchetti, un sacco di profumi che invadono le strade e i vicoli, mi fanno sentire bene e in pace con me stessa. E’ davvero fantastico. Le voci della gente, i rumori del paese appena sveglio. Ricordavo una bancarella con pochi prodotti, ma sempre freschissimi e di ottima qualità. Avevo voglia di qualcosa dal sapore delicato e leggero, che rimanesse fedele alla Bella Stagione.  Ho visto dei fiori di zucchina ed è subito scattata questa ricetta.

Peccato che qui dove abito io, faccio molta più fatica a trovarli, eccetto quando riesco a cogliere quelli del mio orto.

Semplice e verace, un piatto estivo che possiede una delicatezza unica ma che non rinuncia al gusto. Prodotti di qualità: bufala campana dop, olio buono ed il piatto è fatto. Spesso si è soliti vedere questa ricetta utilizzando il fritto, esso però non è necessario. E’ vero. Fritta è buona anche una ciabatta, come ci dicevano le nostre nonne. Qualche volta però anche le versioni light sono davvero deliziose, meno brigose e più salutari. Inoltre mantengono anche i veri sapori dei cibi, da non sottovalutare. Veloce da preparare ed il forno deve rimanere acceso solo per pochi minuti, il tempo per rendere i fiori croccanti. Potete variare il ripieno con altri formaggi, possibilmente filanti, aggiungere verdurine oppure ometterlo del tutto.
Da provare.  Fidatevi.








  






 Ecco la preparazione:
 

Fiori zi zucchina ripieni di mozzarella campana dop e acciughe 




ingredienti: 

per 4 persone
 
15 fiori di zucchina freschi
1 mozzarella di bufala campana dop
27 g circa di filetti d’acciughe sott’olio (facoltative se non le apprezzate)
2 uova medie
pangrattato
sale
olio evo

Tagliare la mozzarella a tocchetti di media grandezza e metterla da parte in uno scolapasta affinchè esca il suo latte. Nel frattempo togliere i pistilli dai fiori e pulirli uno ad uno con carta assorbente umida in  modo delicato. Sgocciolare i filetti di acciuga e tagliarli a pezzetti. Preparare due ciotole rispettivamente con pangrattato e con le due uova leggermente sbattute e con un pizzico di sale. Quando la mozzarella è pronta preparare i fiori riempendoli ognuno con un pezzetto di mozzarella e uno di acciuga. Chiudere il fiore arrotolandolo su se stesso e immergerlo prima nelle uova e poi nel pangrattato. Porre i fiori su una teglia rivestita di alluminio e un poco oliata.  Versare ancora un filo d’olio ed infornare a 180° per circa 10 minuti, o comunque fino a quando saranno croccantini.
Una volta pronti, servire subito.






Ora qualche scatto del mercato di Mentone, Cote d'Azur, France...



sabato 7 luglio 2012

Summer turkey







Non so voi, ma io adoro la carne. In realtà non la mangio molto spesso perché purtroppo agli altri componenti della mia famiglia non piace molto. Io però non rinuncio alla bontà di questo secondo e quindi spesso mi ritrovo a cucinarlo per porzioni singole. Adoro tutti i genere di carni, preferisco ahimè quelle rosse, eccetto il coniglio che è la mia preferita. So che sono meno salutari, ma fin da bambina le mangio più volentieri. Negli ultimi anni però ho riscoperto anche le carni bianche, in particolare pollo e tacchino. Infatti fino a non molto tempo fa facevo fatica a mangiarle. Mi sembravano insignificanti, probabilmente perché le collegavo alle solite fettine passate in padella, bianche e deprimenti. Poi la storia è cambiata. Sì, perché ho scoperto quanto siano invece versatili, e come possono diventare gustosi se cucinati insieme ad altri ingredienti. Inoltre credo che in estate si adeguino meglio ai sapori freschi e leggeri.
Il pollo è sicuramente quello che più apprezzo tra due. Infatti non faccio fatica a trovare nuovi modi per prepararlo. Il tacchino però rimaneva sempre un po’ un problema. Poi poco tempo fa, ho trovato la soluzione.



Questo è un piatto di cui vado molto fiera. Molte di voi diranno che ho scoperto l’acqua calda, in effetti non è poi così una grande trovata. I sapori sono classici, tipici italiani, genuini. Io però credo che insieme siano perfetti. Pomodorini, olive taggiasche, capperi, erbette… che c’è di meglio?! La carne grazie ai sapori che ha intorno viene esaltata e viene avvolta da un gustoso sughetto. Sembra quasi uno spezzatino, in chiave mediterranea. Gusti forti e decisi, non eccessivi che rendono il piatto delizioso e semplice, proprio come piace a me. Ci si può divertire a cambiare le combinazioni di erbette oppure aggiungere altre verdure. Io ho usato gli aromi che coltivo freschi nel nostro piccolo orto: origano, maggiorana, timo, finocchietto selvatico e poi ho completato con qualche foglia di basilico. Sono gli ingredienti che rendono saporito e profumato il piatto. Facile e veloce da preparare, cuoce davvero in poco tempo. Colorato e vivace, e pensate un po’, è piaciuto anche al resto della family. Yes! 







Bocconcini di tacchino con pomdorini, olive taggiasche e erbette

 
Ingredienti:

per 2 persone

2 fettine di fesa di tacchino
600 g circa di pomodorini ciliegino
1 ½ cucchiaino di capperi sotto sale
80-90 g di olive taggiasche, sgocciolate
erbette fresche a piacere
olio evo
sale
foglie di basilico fresco

Dissalare i capperi sotto l’acqua fredda in un piccolo scolapasta. Tagliare a pezzettini la carne e lavare i pomodorini. Tagliare poi questi a metà  e preparare una padella con un filo d’olio. Una volta pronta buttare per primi i ciliegino e subito dopo la carne, mescolando con un mestolo. Salare leggermente e far cuocere. Aggiungere i capperi. Se vedete che la carne tende a seccarsi facilmente aggiungere un goccio d’acqua. Nel frattempo tritate finemente le erbette e unitele in padella. Fate cuocere e se necessario aggiungere un filo d’olio. I pomodorini devono appassire e formare una sorta di sughetto, assaggiate e aggiustate eventualmente di sapori. Quando la carne è quasi pronta mettete le olive intere, e fate insaporire. Per formare più sugo aggiungere ancor un po’ d’acqua e far addensare. Servire con qualche foglia di basilico.




Auguro a tutti voi un buon fine settimana  =)